Nelle storiche sale del Castello di Praga — residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Ceca — e del Palazzo Czernin — sede del Ministero degli Esteri ceco — capi di governo, dirigenti della società civile e della sfera religiosa si sono riuniti per la Conferenza internazionale ad alto livello dell’Alleanza dell’Articolo 18 (Alleanza internazionale per la libertà di religione e di credo). Tra i partecipanti c’erano i rappresentanti de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, insieme a delegazioni provenienti da ogni angolo del mondo per affermare il diritto universale alla libertà di religione e di credo.
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- I partecipanti alla Conferenza internazionale ad alto livello dell’Alleanza dell’Articolo 18 (Alleanza internazionale per la libertà religiosa e di credo) ascoltano un discorso durante una sessione della conferenza al Castello di Praga, residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Ceca, mercoledì 12 novembre 2025.
- Il presidente Petr Pavel, presidente della Repubblica Ceca, inaugura la Conferenza internazionale ad alto livello dell’Alleanza dell’Articolo 18 (Alleanza internazionale per la libertà religiosa e di credo), mercoledì 12 novembre 2025 al Castello di Praga. Copyright Notice: Foto per gentile concessione dell’Istituto per le relazioni internazionali di Praga.
- L’ambasciatore straordinario Robert Řehák, presidente dell’Alleanza dell’Articolo 18 (Alleanza internazionale per la libertà religiosa e di credo), si rivolge ai partecipanti alla Conferenza internazionale ad alto livello dell’Alleanza dell’Articolo 18, mercoledì 12 novembre 2025, al Castello di Praga. Copyright Notice: Foto per gentile concessione dell’Istituto per le relazioni internazionali di Praga.
- Nazila Ghanea, relatrice speciale dell’ONU sulla libertà di religione e di credo, si rivolge ai partecipanti alla Conferenza internazionale ad alto livello dell’Alleanza dell’Articolo 18, mercoledì 12 novembre 2025, al Castello di Praga. Copyright Notice: Foto per gentile concessione dell’Istituto per le relazioni internazionali di Praga.
- L’anziano James W. McConkie della presidenza dell’Area Europa Centro (a sinistra) conversa con il professor Tomáš Halík, illustre teologo e filosofo ceco, vincitore del Premio Templeton, mercoledì 12 novembre 2025 al Castello di Praga.
| Temple Square is always beautiful in the springtime. Gardeners work to prepare the ground for General Conference. © 2012 Intellectual Reserve, Inc. All rights reserved. | 1 / 2 |
Il presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel, ha inaugurato ufficialmente l’evento con un discorso programmatico, in cui ha sottolineato l’importanza della libertà di coscienza e di credo:
“Ovunque lo spirito umano sia controllato dal potere, la libertà muore”.
Ha spiegato come la fede autentica diventi una fonte di coraggio e dignità, specialmente “nei momenti di crisi”, e ha ricordato ai partecipanti che “la vera religione è qualcosa che edifica le persone — tutte le persone, non solo alcune”. Ma soprattutto, ha esortato a essere vigili:
“La vera libertà di religione significa libertà dal controllo. La libertà religiosa non è mai concessa una volta per tutte. Deve quindi essere protetta, difesa e vissuta ogni giorno. Non diamola mai per scontata. Dobbiamo avere il coraggio di difenderla, per noi stessi e per coloro che non possono farlo”.
Delegati della Chiesa e convinzioni fondamentali
A rappresentare la Chiesa erano presenti l’anziano James W. McConkie, membro della presidenza dell’Area Europa Centro, e Michal Hanzal, responsabile di Area delle relazioni pubbliche. La loro partecipazione ha rappresentato un principio profondamente radicato nel credo dei santi degli ultimi giorni — un principio che riecheggia lo scopo stesso di questo raduno globale. L’undicesimo articolo di fede della Chiesa dichiara:
“Noi rivendichiamo il privilegio di adorare Dio Onnipotente secondo i dettami della nostra coscienza e riconosciamo a tutti gli uomini lo stesso privilegio: che adorino come, dove o ciò che vogliono”.
Questi ideali sono gli stessi promossi dall’Alleanza dell’Articolo 18. Guidata da questa convinzione, la Chiesa si è unita a leader mondiali per affermare che ogni individuo deve poter rendere il culto liberamente, senza paura né discriminazioni.
L’anziano James W. McConkie ha sottolineato l’importanza di questo incontro: “Durante tutta la conferenza, ho riflettuto sul monito del Signore contenuto in Dottrina e Alleanze 134:4, secondo cui il governo dovrebbe ‘reprimere il crimine, ma mai controllare la coscienza; […] punire la colpa, ma mai sopprimere la libertà dell’anima’, e su quanto fosse gratificante essere riuniti nel cuore dell’Europa con accademici, autorità governative e religiose impegnate a seguire questi principi divini di verità e arbitrio”.
Temi della conferenza e voci globali
Durante le sessioni plenarie e gli eventi collegati, i temi della dignità, della solidarietà e della resilienza sono stati il filo conduttore. I delegati provenienti da ogni continente hanno discusso di costruzione della pace e coesione sociale, nonché delle forti pressioni cui sono sottoposte le comunità religiose in tempo di guerra e in altri contesti fragili. Alcuni degli oratori intervenuti sono: la relatrice speciale dell’ONU Nazila Ghanea, l’ambasciatore Samuel Brownback (USA) e altri rappresentanti provenienti da Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Un commovente tributo ha reso omaggio a Sua Santità il Dalai Lama per il suo impegno costante e duraturo a favore della non violenza e della dignità umana.
L’Alleanza dell’Articolo 18
L’Alleanza dell’Articolo 18, che ha organizzato la conferenza, è una rete di 38 paesi membri e decine di esperti uniti dai principi dell’Articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani. La sua missione è proteggere le minoranze religiose, combattere la discriminazione e promuovere il rispetto della libertà di religione e di credo.
Il Consiglio di esperti dell’Alleanza — di cui fa parte anche il professor Brett Scharffs dell’International Center for Law and Religion Studies [centro internazionale per gli studi giuridici e religiosi] della Brigham Young University — ha riunito voci autorevoli provenienti da tutto il mondo per fornire consulenza e sostenere il suo operato.
- I partecipanti alla Conferenza internazionale ad alto livello dell’Alleanza dell’Articolo 18 (Alleanza internazionale per la libertà religiosa e di credo) durante la cerimonia di premiazione delle persone e delle organizzazioni che hanno costruito ponti tra le fedi e promosso la libertà religiosa, mercoledì 12 novembre 2025, nello storico edificio del Museo Nazionale di Praga.
- Il professor Brett Scharffs dell’International Center for Law and Religion Studies della Brigham Young University riceve un premio per il suo impegno di lunga data nella difesa della libertà religiosa dall’ambasciatore Robert Řehák, presidente dell’Alleanza dell’Articolo 18, durante una cerimonia di premiazione tenutasi presso lo storico Museo Nazionale di Praga il 12 novembre 2025.
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- Il professor Brett Scharffs dell’International Center for Law and Religion Studies della Brigham Young University modera una tavola rotonda durante la Conferenza internazionale ad alto livello dell’Alleanza dell’Articolo 18 (Alleanza internazionale per la libertà religiosa e di credo), giovedì 13 novembre 2025 a Praga. Copyright Notice: Foto per gentile concessione dell’Istituto per le relazioni internazionali di Praga.
- Partecipanti alla Conferenza internazionale ad alto livello dell’Alleanza dell’Articolo 18 (Alleanza internazionale per la libertà religiosa e di credo), tenutasi il 12–13 novembre 2025 nelle sedi storiche di Praga. La conferenza ha riunito leader del governo, della società civile e delle tradizioni religiose, compresi i rappresentanti de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Copyright Notice: Foto per gentile concessione dell’Istituto per le relazioni internazionali di Praga.
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Rendere omaggio a chi ha costruisce ponti
Durante la cena inaugurale tenutasi al Museo Nazionale, nella storica Piazza Venceslao di Praga, sono stati consegnati dei premi a persone e organizzazioni che hanno contribuito a costruire ponti tra fedi diverse e a promuovere la libertà religiosa.
Tra i premiati figura il professor Scharffs, riconosciuto per il suo impegno di lunga data nella difesa della libertà religiosa. Questo momento ha messo in luce una tradizione di istruzione e servizio che la Chiesa incoraggia e sostiene — segnalando che, per i santi degli ultimi giorni, promuovere la libertà religiosa non è un impegno occasionale, ma una vocazione continua.
Ricevendo il premio, il professor Scharffs ha condiviso le sue riflessioni: “La resilienza nasce lavorando insieme — specialmente nei momenti bui. Quando ci uniamo nell’impegno e nella cooperazione, generiamo speranza e forza per coloro che subiscono persecuzioni”.
“Possiamo disarmare l’odio”
L’ambasciatore straordinario Robert Řehák, presidente dell’Alleanza dell’Articolo 18, ha presentato un progetto concreto per lavorare superando le differenze:
“Quando creiamo amicizie sincere e una cooperazione efficiente, possiamo disarmare l’odio, possiamo superare la polarizzazione e la divisione. Insieme, possiamo trasformare il potere degli impotenti in una forza collettiva per la libertà di religione, la comprensione reciproca e la pace”.
Questo spirito — l’amicizia che diventa cooperazione — descrive l’approccio della Chiesa in tutto il mondo. I santi degli ultimi giorni collaborano regolarmente con altre comunità religiose e organizzazioni civiche per alleviare le sofferenze, accogliere gli sfollati e rafforzare le famiglie. A Praga, queste collaborazioni non sono state solo celebrate, ma anche riconfermate.
Guardare al futuro
La conferenza si è conclusa con una dichiarazione che ha sottolineato che, in tempi di incertezza globale, i diritti alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione e di credo sono essenziali per la dignità umana e la resilienza. Sulla scia di questo slancio, La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni continuerà ad approfondire il proprio impegno nel dialogo interreligioso e nelle iniziative a favore della libertà religiosa in tutta Europa.
Il monito del presidente Pavel sottolinea una verità inscalfibile: quando gli uomini e le donne sono liberi di cercare Dio e servire il prossimo secondo i dettami della loro coscienza, diventano — insieme — portatori di speranza. Questo è il tipo di libertà che la conferenza ha invitato a difendere, non una volta sola, ma ogni giorno.
A Praga, è stata riscritta una storia di fede e libertà. I santi degli ultimi giorni hanno un ruolo in questo dialogo globale, affermando che la libertà religiosa non è solo un diritto da rivendicare, ma un dono da condividere.