Partecipando al Consiglio Mondiale delle Religioni per la Pace a Istanbul, in Turchia, martedì 2 luglio 2025, l’anziano Gerrit W. Gong, un apostolo de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha parlato ai leader religiosi di “fede, etica e dignità umana nell’era dell’intelligenza artificiale (IA)”.
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“Poiché ci addentriamo in un territorio tecnologico ed etico inesplorato, dobbiamo allineare, specialmente adesso, la portata esponenziale pervasiva dell’IA con principi etici e valori morali duraturi basati sulla fede”, ha affermato l’anziano Gong.
L’apostolo ha condiviso tre punti relativi all’IA, ognuno con un invito all’azione rivolto ai leader religiosi.
In primo luogo, aiutare la società a capire che l’IA non è e non può essere Dio.
L’anziano Gong ha affermato che l’addestramento dell’IA e le fonti dei dati provengono dagli esseri umani, che hanno limitazioni e vincoli. Solo Dio può fornire la verità divina ispirata.
“Coloro che cercano di deificare l’IA potrebbero inconsapevolmente scoprire una moderna Torre di Babele. Gli sforzi umani per costruire un’utopia o per raggiungere il cielo falliscono sempre”. L’anziano Gong ha continuato: “Per i figli di Dio, le piattaforme e le tecnologie non possono sostituire una connessione e un rapporto autentici con la Divinità”.
Il presidente della Chiesa Russell M. Nelson ha detto: “Il privilegio di ricevere la rivelazione è uno dei più grandi doni di Dio ai Suoi figli”.
In secondo luogo, scegliere coscientemente e usare intenzionalmente l’IA come strumento per il bene.
“I nostri propositi e valori più umani e votati all’umanità […] avranno bisogno del meglio che i nostri retaggi religiosi e morali possano offrire”, ha detto l’anziano Gong. Come leader religiosi, possiamo “articolare e creare intenzionalmente una visione per il mondo” che “promuova il bene comune, inclusi lo sviluppo dell’essere umano e la prosperità comune”.
“Come leader religiosi, possiamo aiutare il nostro popolo ad anticipare, adattarsi, e usare in modo vantaggioso i continui cambiamenti dell’IA. L’IA non ci fa paura, né pensiamo che risolverà tutti i problemi. Possiamo aiutare i nostri fedeli e i membri delle nostre congregazioni a considerare l’IA uno strumento che, usato in modo appropriato, può benedire molti aspetti della vita quotidiana”, ha detto l’anziano Gong.
In terzo luogo, sostenere un’IA etica, sicura e affidabile.
L’anziano Gong ha detto che la bussola morale dell’IA non dovrebbe essere imposta soltanto dalla tecnologia o dal ristretto gruppo dei suoi sviluppatori.
“Persino in un mondo influenzato dal pensiero secolare, non soltanto i credenti religiosi ma i cittadini di ogni dove desiderano che i leader religiosi e morali contribuiscano a garantire che l’IA sia sicura e possa essere affidabile”, ha detto l’anziano Gong.
L’apostolo ha sollecitato un impegno interreligioso che coinvolga i leader e i cittadini appartenenti a organismi di settore, di ricerca, civici e governativi e i gruppi pluralistici interconfessionali, “per allineare sviluppi dell’IA, principi duraturi e valori morali”.
Valutazione dell’IA da parte delle comunità religiose
L’anziano Gong ha spiegato come, lavorando insieme a tutti coloro che sono impegnati verso un’IA sicura e affidabile, una “valutazione dell’IA da parte delle comunità religiose” possa fornire un ulteriore meccanismo di controllo e bilanciamento dell’IA stessa. Una tale valutazione può avere due propositi mirati. In primo luogo, assicurare che i sistemi di IA descrivano le persone di fede e le credenze religiose rispettosamente e accuratamente. In secondo luogo, offrire insiemi di addestramento fondati sulla religione, affinché i modelli di IA possano includere scopi, principi e miglioramento continuo dei risultati su basi morali ed etiche.
“Nella tradizione cristiana, Gesù Cristo afferma: ‘Io sono la via, la verità e la vita’. Nei giorni a venire, uniamo i nostri migliori sforzi per identificare i modi e le verità che ci aiutano a vivere al meglio la nostra vita con fede, etica e dignità umana in un’era pervasa dall’intelligenza artificiale”, ha detto l’anziano Gong.
Visita ai siti storici
Mentre era a Istanbul, l’anziano Gong ha visitato la Basilica di Santa Sofia (chiamata anche Ayasofya), sito del patrimonio mondiale UNESCO, insieme al professor Samy Ayoub, specializzato in diritto islamico.
L’apostolo ha trascorso anche del tempo con il professor Recep Şentürk all’Università Ibn Haldun, facente parte del complesso storico della Moschea di Solimano.