Alessandro DINI CIACCI
Direttore nazionale della Comunicazione | La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni
Martedì 9 giugno 2026 – "Europa Experience – David Sassoli"
“Salute e benessere nell'era dell'intelligenza artificiale: le comunità di fronte all'isolamento e ai rischi del digitale”
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Onorevole vicepresidente Sberna,
gentile direttore Corazza,
grazie per l’invito.
Cara dott.ssa Di Meo,
è un piacere rincontrarci.
Illustri ospiti e ascoltatori,
grazie per l’attenzione che presterete al mio intervento.
Durante la sua recente visita al sito del Tempio di Roma de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, la vicepresidente Antonella Sberna ha detto: “Le Chiese, le organizzazioni religiose, ma anche quelle non-confessionali, possono offrire un contributo essenziale alla costruzione delle politiche europee. Custodiscono un patrimonio di valori, relazioni e responsabilità che nessuna legge o programma pubblico può sostituire […] L’Articolo 17 riconosce proprio questo valore: le istituzioni europee e le comunità religiose, pur nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli, sono chiamate a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare” (Visita del 5 giugno 2026).
Sotto la guida sapiente della vicepresidente Sberna, il Parlamento europeo si sta interrogando sul tema “Salute e benessere nell’era dell’intelligenza artificiale: le comunità di fronte all’isolamento e ai rischi del digitale”.
L’Anziano Gerrit W. Gong, del Quorum dei Dodici Apostoli de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha detto: “Possiamo essere realistici sia riguardo alle opportunità che alle sfide [dell’intelligenza artificiale,] né euforici né allarmisti” (Gerrit W. Gong, “Rely on the Spirit when using AI Elder Gong encourages”.
È nello spirito della consapevolezza dell’essenzialità di questo contributo e di questa auspicata collaborazione che oggi accolgo con gratitudine l’invito a offrire qualche spunto di riflessione con la speranza che — in linea con l’auspicio della vicepresidente Sberna — possa “contribuire alla formazione di politiche […] rivolte al bene comune”.
È in quest’ottica che si inserisce il mio contributo oggi, come portavoce di una comunità religiosa che è pioniera nel dibattito sull’intelligenza artificiale.
Non mi limiterò ad aggiungere il mio elenco dei benefici e delle sfide dell’intelligenza artificiale, ma nello spirito della verità biblica secondo cui la fede senza le opere è morta (vedere Giacomo 2:17) proverò a toccare i punti fondamentali del tema di questo incontro proponendo passi concreti e attuabili affinché il mio contributo qui oggi non sia un mero esercizio intellettuale la cui efficacia si esaurisce ancor prima del termine dell’incontro.
L’Anziano David A. Bednar, del Quorum dei Dodici Apostoli de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha insegnato che, quando siamo alla ricerca di soluzioni a dei problemi, dovremmo evitare di partire dall’implementazione della soluzione, ma dovremmo invece definire la cornice di valori e principi entro cui si inserisce la problematica. (David A. Bednar, “Increase in Learning,” [2011] chapter 4). Il suo consiglio è che, per trovare soluzioni che abbiano potere, dobbiamo arrivare alla decisione di come fare qualcosa solo dopo aver analizzato il perché dobbiamo farlo e il cosa vogliamo ottenere.
L’Unione europea ha ben chiaro il perché di ciò che fa. Nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea leggiamo: “[L’Unione] pone la persona al centro della sua azione […] creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.”
La persona e la sua sicurezza — il suo benessere — sono uno dei motivi fondamentali per cui l’Unione europea esiste. E, come dichiarato dalla vicepresidente Sberna, le comunità di fede, con il loro “patrimonio di valori, relazioni e responsabilità che nessuna legge o programma pubblico può sostituire”, possono sostenere le istituzioni europee nella ricerca di soluzioni alle sfide di oggi.
Oggi desidero parlare di tre aspetti su cui il tema di questo evento interseca le linee guida create da La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
1. AFFIDABILITà
Nel Manuale generale de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni leggiamo: “L’IA deve essere usata in modo responsabile. I membri della Chiesa non devono usare l’IA per creare o diffondere nulla di falso, fuorviante, illegale o dannoso. Devono verificare l’accuratezza dei risultati generati dall’IA” (Manuale generale, 38.8.48). Questo chiarisce che la responsabilità di un uso corretto dell’intelligenza artificiale è del singolo individuo, che ha l’onere di verificare l’accuratezza dei risultati generati dall’IA. Tuttavia, la disponibilità dello strumento ormai a ogni livello e la sua adozione nei campi più disparati, anche in quelli più critici, fa sì che l’utente si convinca erroneamente che lo strumento è affidabile e degno di fiducia. Sappiamo che gli strumenti di intelligenza artificiale disponibili ai cittadini comuni, soprattutto gli strumenti gratuiti, “soffrono” di allucinazioni, anche dette confabulazioni, il termine tecnico proprio del mondo dell’intelligenza artificiale che definisce ciò che si verifica “quando il modello genera informazioni false, inventate o prive di fondamento nella realtà, ma le espone con un tono estremamente sicuro e convincente” (Zanichelli, “Le ‘allucinazioni’ dell’intelligenza artificiale”).
Inoltre, tre recenti studi di CEFE-AI — il Consorzio per la valutazione di fede ed etica nell’intelligenza artificiale composto dalla Baylor University, dalla Brigham Young University, dalla University of Notre Dame e dalla Yeshiva University — sembrano suggerire che, quando le persone fanno all’intelligenza artificiale domande sulla vita, le risposte dell’intelligenza artificiale tralasciano le prospettive religiose. Gli studi sembrano suggerire inoltre che quando invece la prospettiva religiosa è inclusa, ciò avviene a discapito di alcune religioni e a favore di altre.
Quindi, sembra che le risposte fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale possano essere sbagliate e che questi strumenti potrebbero essere programmati scientemente per ignorare ciò che la religione insegna o per favorire un gruppo religioso sugli altri.
Questo ritengo sia il primo punto su cui bisogna agire: pretendere che gli strumenti di intelligenza artificiale abbiano lo stesso livello di correttezza e moralità che ci aspettiamo dalle istituzioni e dalle persone con cui interagiamo.
2. PENSIERO CRITICO
Nel Manuale generale de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni leggiamo: “L’IA non può sostituire […] il lavoro individuale […] Tuttavia, l’IA può essere uno strumento utile per migliorare l’apprendimento e l’insegnamento” (Manuale generale, 38.8.48.1).
Siamo tutti consapevoli delle grandi opportunità offerte dall’intelligenza artificiale nel campo dell’istruzione e dell’apprendimento. Ora dobbiamo concentrarci sul prevenire ciò che sembra aspettarci: un futuro in cui il trasferimento di nozioni creerà gente con conoscenza, ma incapace di pensare. Cosa succederà quando ciò che i cittadini europei impareranno della e dalla filosofia, dalla letteratura, dall’educazione civica saranno le risposte filtrate dall’intelligenza artificiale? Dobbiamo assicurarci che quell’apprendimento avvenga nelle aule delle classi della scuola superiore, delle università dove professori e studenti si confrontano, pensano, condividono, ascoltano, imparano a rispettare il pensiero dell’altro, imparano a sostanziare il proprio pensiero, imparano anche a cambiare idea sulla base di nuove idee che scoprono.
Non abbiamo bisogno di cittadini europei pieni di nozioni, ma di cittadini europei che sviluppino pensiero critico; e questo nasce dall’interazione, dall’incontro, dal confronto, dal dibattito.
Già nel 1967, Spencer W. Kimball, all’epoca presidente de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, chiedeva: “Può esserci un altro Michelangelo? […] Possono esserci tra noi poeti e novellisti in embrione […] come Goethe. È possibile che il mondo sia riuscito a sfornare solo uno Shakespeare?” (Spencer W. Kimball, “The Gospel Vision of the Arts”).
Cosa possiamo fare in concreto? Come già sapientemente fatto dalla vicepresidente Sberna, propongo di continuare a invitare i giovani europei a partecipare alla discussione sul tema dell’intelligenza artificiale, chiedendo loro di interrogarsi e poi suggerire al Parlamento europeo cosa fare per trarre vantaggio dalle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale nel campo dell’apprendimento e dell’insegnamento salvaguardando l’interazione umana per preservare uno dei pilastri della cultura europea: il pensiero critico.
3. RAPPORTI CON GLI ALTRI
Nel Manuale generale de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni leggiamo: “Le interazioni con l’IA non possono sostituire i rapporti significativi che si hanno […] con gli altri. […] I membri della Chiesa sono incoraggiati a [sviluppare] rapporti genuini […] con gli altri. Questo richiede umiltà, impegno costante e pazienza” (Manuale generale, 38.8.48.2).
L’isolamento avviene naturalmente quando le persone non sono attivamente impegnate, con costanza e pazienza, a costruire rapporti significativi con gli altri.
L’isolamento può iniziare ogni volta che i nostri giovani escono da scuola e si avviano verso casa. Corrono il rischio di isolarsi sull’autobus, immergendosi nei loro telefoni. Corrono il rischio di isolarsi per strada mentre camminano con le cuffie nelle orecchie. Corrono il rischio di isolarsi per tutto il resto del pomeriggio mentre i genitori sono a lavoro e loro passano il tempo davanti a uno schermo.
Corrono il rischio di isolarsi mentre le scuole sono chiuse per metà giornata. Corrono il rischio di isolarsi per tre mesi d’estate quando le scuole sono chiuse.
Abbiamo bisogno di luoghi in cui i giovani possano costruire rapporti significativi con gli altri: lo sport e le arti non dovrebbero essere il terreno di separazione tra chi può permetterselo e chi può solo desiderarlo. In qualche modo dobbiamo riuscire a rendere lo sport e le arti accessibili a tutti indistintamente e su base continuativa. Quando i nostri giovani potranno praticare sport, dedicarsi alla musica e alle altre arti senza la barriera delle possibilità economiche avremo trovato un altro tassello significativo per combattere l’isolamento.
L’Anziano Gerrit W. Gong ha detto: “Man mano che entriamo in territori inesplorati dal punto di vista tecnologico ed etico, abbiamo oggi più che mai bisogno di allineare la portata pervasiva ed esponenziale dell’IA con principi etici duraturi e valori morali fondati sulla fede” (Gerrit W. Gong, “Elder Gong gives 3 ways global faith leaders can act on AI-centered issues”).
Siamo a disposizione per lavorare insieme su questi punti e su ciò che il Parlamento europeo riterrà più opportuno fare per il benessere dei cittadini che rappresenta.
Grazie.