L’On. Antonella Sberna, Vice-Presidente del Parlamento europeo ha visitato il Tempio di Roma de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni mercoledì 27 maggio 2026. La Vice-Presidente Sberna ha detto di essere venuta con “la curiosità di capire cosa rappresenti quest’edificio bellissimo”.
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| Temple Square is always beautiful in the springtime. Gardeners work to prepare the ground for General Conference. © 2012 Intellectual Reserve, Inc. All rights reserved. | 1 / 2 |
Tra le sue tante responsabilità, la Vice-Presidente Sberna è anche delegata dalla Presidente del Parlamento europeo, l’On. Roberta Metsola, al coordinamento e alla promozione del dialogo che supporta gli aspetti operativi e normativi dell’interazione con attori religiosi nell’ambito dell’Articolo 17.
Come parte della visita, la Vice-Presidente Sberna ha risposto a due domande:
Al di là di quello che possono fare le istituzioni politiche, cosa ritiene che possano fare le organizzazioni religiose per costruire il futuro di cui lei parla?
Lo dico sempre quando spiego in cosa consiste il dialogo previsto nell’Articolo 17 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Le Chiese, le organizzazioni religiose, ma anche quelle non-confessionali, possono offrire un contributo essenziale alla costruzione delle politiche europee. Custodiscono un patrimonio di valori, relazioni e responsabilità che nessuna legge o programma pubblico può sostituire.
Il continente europeo attraversa una fase complessa: affrontiamo trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche profonde, ma anche una crisi sociale e demografica che interroga il futuro di tutti. In questo contesto, le comunità che vivono a stretto contatto con i territori, i cittadini e la società civile nel suo complesso, svolgono un ruolo prezioso nel rafforzare i legami sociali, sostenere le famiglie, accompagnare i giovani, contrastare la solitudine e promuovere una cultura della solidarietà tra le generazioni.
Il futuro deve per forza arricchirsi di politiche che incentivano innovazione, competitività e autonomia strategica, ma dobbiamo anche mantenere le condizioni affinché lo sviluppo socioeconomico avvenga in armonia. Quando delineiamo il futuro dobbiamo essere in grado di trasmettere speranza, senso di appartenenza e fiducia. Sono elementi che nascono innanzitutto nelle famiglie, nelle comunità locali e nei corpi intermedi della società.
L'Articolo 17 riconosce proprio questo valore: le istituzioni europee e le comunità religiose, pur nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli, sono chiamate a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare per contribuire alla formazione di politiche attente e rivolte al bene comune.
In definitiva, penso che le organizzazioni religiose abbiano una missione preziosa: custodire e trasmettere quei valori che permettono a una società di guardare al futuro con fiducia. La dignità della persona, la centralità della famiglia, la solidarietà tra le generazioni, il senso di responsabilità verso il prossimo e verso la comunità sono principi che appartengono al patrimonio comune europeo e che possono continuare a orientare il nostro cammino in tempi di grande trasformazione.
Cosa ha trovato? E cosa porterà con sé come conseguenza di questa visita al Tempio di Roma?
Confesso che è da molti anni che, passando per queste zone, ho la curiosità di capire cosa rappresenti quest’edificio bellissimo. Oggi ho avuto la possibilità di viverlo nella mia veste istituzionale e ritengo che la visita sia stata innanzitutto un'occasione di incontro e di ascolto. Ho trovato una comunità profondamente impegnata nella vita delle famiglie, nell'educazione dei giovani, nel servizio verso il prossimo e nella costruzione di legami sociali solidi.
Da Vicepresidente del Parlamento europeo responsabile dell'Articolo 17, considero particolarmente importante conoscere direttamente le realtà religiose presenti nelle nostre società. Il dialogo autentico nasce dalla conoscenza reciproca e dalla volontà di comprendere il contributo che ciascuna comunità può offrire al lavoro che le istituzioni europee, nazionali, regionali o cittadine portano avanti ogni giorno.
Porterò con me soprattutto la consapevolezza che, pur nelle differenze di tradizioni e percorsi spirituali, esistono valori condivisi che possono unire le nostre società, ed in un momento in cui l'Europa è chiamata a confrontarsi con sfide decisive, è incoraggiante vedere una comunità che investe tempo ed energie nella formazione delle persone, nella coesione familiare e nell'impegno civico.
Questa visita rafforza la mia convinzione che il dialogo previsto dall'Articolo 17 non sia un esercizio formale, ma uno strumento concreto per valorizzare il contributo delle comunità alla vita europea. Un contributo che può aiutare le istituzioni a comprendere meglio le esigenze reali dei cittadini e a costruire politiche più attente alla persona, alle famiglie e al presente dei nostri giovani.